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Attentati a Bruxelles: mons. de Kesel, “siamo ancora sotto choc. Ma bisogna resistere alla paura. La vita continua”

“Siamo ancora sotto choc per quello che è successo”. Risponde così monsignor Jozef de Kesel, presidente dei vescovi belgi e arcivescovo di Bruxelles per descrivere in una intervista al Sir il clima che si respira oggi in città all’indomani degli attentati. “Il sentimento più diffuso è una domanda: come è stato possibile? Come è possibile compiere atti simili, atti che superano ogni immaginazione. Davvero si tratta di una violenza cieca che colpisce in maniera arbitraria”. La popolazione cattolica del Belgio sente molto vicino a sé Papa Francesco che ieri ha inviato un messaggio di cordoglio alla Nazione ed oggi all’udienza generale del mercoledì ha chiesto di pregare per “convertire i cuori di queste persone accecate dal fondamentalismo crudele”. “Sono parole forti”, commenta l’arcivescovo, che aggiunge: “Anch’io ieri mi sono ricordato la citazione del profeta Ezechiele: ‘Toglierò dal loro petto il cuore di pietra e darò loro un cuore di carne”. È una citazione che chiede di essere animati da uno spirito non di pietra. E lo chiediamo oggi soprattutto per le persone che compiono atti simili”. “La paura c’è – prosegue monsignor de Kesel -, è dentro di noi. C’è poco da fare. Ma dobbiamo resistere a questa paura”. “Bisogna resistere. La vita continua. Sono impegnato proprio in queste ore a preparare la mia omelia per Pasqua. Noi stiamo per celebrare la festa di Pasqua e questa festa è una speranza per tutti. Cristo è risuscitato. Ha vinto la morte e ha vinto su tutto quello che porta alla morte. Ha vinto l’odio. La festa di Pasqua non è una festa immaginaria. Viene celebrata da noi oggi nel nostro contesto reale e sarà una festa della speranza. Questo è il messaggio che vorrei dare alla popolazione”.

 

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