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L’Aquila: Fiasco (Alea), “dopo il terremoto provincia invasa da slot machine”

“Nel territorio abruzzese sono state aumentate le occasioni di gioco, grazie a provvedimenti ad hoc dopo il terremoto che hanno abolito i coefficienti fra installazione e superficie di slot machine. Addirittura sono state messe nelle tendopoli. E infatti oggi l’indice di esposizione in rapporto alla densità di popolazione, vede L’Aquila al primo posto nella Regione”. Lo ha detto Maurizio Fiasco, sociologo e presidente dell’Alea, l’Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, nel corso di una conferenza stampa organizzata, nei locali del Touring club di Roma, sul fenomeno della dipendenza da gioco che ha colpito il capoluogo abruzzese dopo il terremoto del 2009. “Da una ricerca effettuata su tre indicatori di esposizione – ha spiegato Fiasco -, la provincia dell’Aquila risulta la più ‘invasa’ in assoluto dalle slot machine. Sono 13,2 gli apparecchi ogni mille abitanti e 32,8 ogni dieci chilometri quadrati (rispetto alla media italiana pari a 6,1, ndr). Più in generale, si osserva che l’intera Regione, l’Abruzzo, rivela un consumo di gioco d’azzardo per persona ben al di sopra della media nazionale, con 1416 euro pro-capite”. La conferma del trend allarmante arriva dai dati del Sert dell’Asl di Avezzano, Sulmona e L’Aquila. Mentre gli utenti che hanno fatto ricorso al Sert per uso di droghe è, dal giorno del terremoto, diminuito, quelli che lo hanno fatto per abuso di alcol è cresciuto in maniera importante. Si è passati dai 111 del 2009 ai 156 del 2014, con un aumento vicino al 40%. Il numero di pazienti che, nell’ultimo biennio, ha deciso di intraprendere un percorso terapeutico è passato dai 26 del 2014 ai 36 dello scorso anno, con un aumento percentuale di quasi il 40% anche in questo caso. “In una realtà piccola come la nostra si tratta di una crescita rilevante – ha spiegato Daniela Spaziani, psichiatra e responsabile del Sert della provincia abruzzese -. Ognuna di quelle persone vive un microcosmo abitato da sofferenze e dolore”. Il Sert ha fatto sapere di aver potenziato la propria attività di prevenzione, intervenendo, in particolare, su ragazzi e adolescenti attraverso incontri di prevenzione con oltre 200 studenti.

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