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Cardinale Scola: “l’intesa raggiunta sui migranti è poca cosa”

“La fede cristiana ci insegna che l’opera di riconciliazione e di pacificazione è di bruciante urgenza ai nostri giorni. Vediamo le fatiche della nostra Europa: dopo tanto travaglio, l’intesa raggiunta sulla questione delicatissima dell’immigrazione mi pare un po’ poco. È sufficiente impegno di questo tipo? Non è troppo poca cosa rispetto al grande bisogno in cui i migranti si trovano e da cui fuggono?”. Lo ha chiesto ieri l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, durante il pontificale celebrato in duomo in occasione della Domenica delle Palme. Nella sua omelia il card. Scola ha affermato che Gesù “va, in piena coscienza, verso il ludibrio della croce. Piena consapevolezza e piena libertà, dunque, nell’assumere la scelta d’amore più radicale della storia”. “Quanto noi viviamo l’amore con questi connotati?”, ha domandato l’arcivescovo, per il quale “troppo spesso il nostro amare si esprime per frammenti”. Secondo il card. Scola, “c’è una radicale differenza tra l’umile potenza di Gesù che si fa servo sofferente e il potere. È una differenza decisiva anche nell’edificazione della società, soprattutto in quella plurale di oggi”. “Forse si può costruire una società senza far riferimento a Dio come taluni domandano, ma una simile società sarà a favore o contro l’uomo?”. “Iniziamo la Settimana Santa di questo speciale anno di grazia, il Giubileo della misericordia”, ha ricordato il card. Scola, che si è augurato che “il gesto concreto di passare la Porta Santa ci immedesimi più profondamente con il Passaggio (Pasqua) che il Signore fece dalla morte alla vita, rendendoci – come i numerosi martiri cristiani ci testimoniano – segni della sua misericordia”.

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