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Referendum trivelle: Focsiv, “i cittadini italiani devono lanciare un chiaro messaggio alla politica”

“Dopo il referendum per l’acqua pubblica, quello per fermare le trivelle è un altro appuntamento dove i cittadini italiani devono lanciare un chiaro messaggio alla politica a favore della salvaguardia dei beni comuni. Partecipare al referendum sulle trivelle significa ridare voce anche al referendum sull’acqua, disatteso da ben 5 anni dalla politica”. È quanto scrive la Federazione organismi cristiani servizio internazionale volontario (Focsiv) in una nota con cui chiede “a tutti i membri della Federazione, a tutte le amiche ed amici, ai volontari, alle ragazze e ragazzi del servizio civile, ai compagni di strada del pellegrinaggio, alle persone che credono nella giustizia sociale e ambientale di ritrovare l’entusiasmo per partecipare a uno strumento di democrazia diretta troppo volte defraudato”. Per Focsiv, “fermare le trivelle significa avere consapevolezza che dobbiamo cambiare il sistema, non cambiare il clima”. “Dobbiamo agire per ridurre gli effetti del cambiamento climatico – continua la nota – attraverso un nuovo modello di produrre e consumare energia, diminuendo sempre di più l’utilizzo di carburanti fossili sostituendoli con le energie rinnovabili e adottando stili di vita più sobri e capaci di migliorare la qualità della nostra vita”. “In questo modo – spiega Focsiv – ridurremmo anche il debito ecologico che abbiamo creato a danno dei popoli del Sud, che subiscono e soffrono sempre di più gli effetti disastrosi degli eventi climatici”. “Vi invitiamo ad agire, diffondere l’informazione e sensibilizzare i cittadini dei vostri territori sul quesito referendario”, è l’appello lanciato, suggerendo che “si vada a votare per il referendum del 17 aprile 2016 e a votare sì per abrogare la norma che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze”. “Partecipiamo, creiamo comitati a livello locale per il referendum, utilizziamo uno strumento democratico per dire sì – conclude la nota – e continuiamo con il nostro impegno quotidiano per la giustizia climatica”.

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