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Monsignor Galantino: una Chiesa “in uscita” anche “dalla vuota retorica” e “dall’interessato politicamente corretto”

“Siamo chiamati a sentirci in prima fila nel tradurre nella concretezza le istanze dell’Evangelii Gaudium e del Concilio”. Lo ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, concludendo stasera il suo intervento alla presentazione dell’Atlantico storico del Concilio Vaticano II, diretto da Alberto Melloni. “Quando sono andato a chiedergli di partecipare al Convegno di Firenze – ha rivelato Galantino – il Papa mi ha detto: ‘Don Nunzio, se Firenze non ha un impatto con la gente, non vengo'”. “Firenze non è stato un mettersi insieme per fare documenti”, ha detto il segretario generale della Cei: “Non ci saranno gli atti, che molto spesso sono una pietra tombale”. “Il Convegno di Firenze rischiava un destino di sterilità”, ha ammesso Galantino. “Il punto di riferimento – ha evidenziato – rimane il discorso programmatico del Papa ai delegati in cattedrale, con cui ha indicato le coordinate fondamentali” per la Chiesa italiana. La “pratica della sinodalità”, dunque, come “modo di dar corpo alle istanze conciliari”, per una Chiesa “in uscita non solo dalle sagrestie, ma dalla vuota retorica, dai gratificanti luoghi comuni, dall’interessato politicamente corretto”.

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