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Beni ecclesiastici: Gualerzi (Cei), “grande prudenza” nella gestione di diocesi e parrocchie

Amministrare i beni immobili della Chiesa significa avere “le idee chiare su come mantenere il patrimonio accumulato nei secoli, fatto di luoghi di culto, oratori, proprietà varie derivanti da donazioni dei fedeli” ma oggi, nelle diocesi e parrocchie, “è necessario essere attenti all’andamento generale dell’economia e a quali rischi si corrono prendendo o meno determinate decisioni  per quanto riguarda le risorse disponibili”. Lo ha detto Livio Gualerzi, responsabile per la gestione delle risorse finanziarie e dei progetti speciali della Cei, nell’ultima giornata dei lavori del convegno di Salerno per gli economi diocesani. Il tema degli investimenti finanziari e la gestione del rischio è sempre più all’attenzione di vescovi e parroci. Le emergenze da affrontare sono molteplici: spese di salvaguardia e ristrutturazione delle chiese – che assorbono a volte fino al 30-40% dei bilanci parrocchiali -, immigrati e profughi da accogliere, disoccupati e famiglie povere da sostenere tramite le Caritas, giovani cui offrire qualche occasione di lavoro in un momento in cui il 40% degli under 25 sono disoccupati. Di fronte a queste crescenti esigenze umane, sociali ed economiche, secondo Gualerzi “occorre che nel valutare eventuali investimenti gli economi diocesani e gli amministratori parrocchiali abbiano presenti le grandi variabili dell’economia che condizionano tutti”. Gualerzi si è soffermato anche sui mercati azionari e obbligazionari, sulla crisi del petrolio e delle materie prime, sulla recessione e sul calo produttivo, sul “quantitative easing” della Banca centrale europea, sul crollo dei tassi dei titoli del debito pubblico, fino alla crisi della Grecia, gli allarmi per la Cina, la stabilizzazione delle costruzioni dopo anni di crisi e chiusura di imprese edili.

“Di tutti questi fattori – ha concluso Gualerzi -, un economo deve essere a conoscenza nel momento in cui, insieme al vescovo o al parroco, valuta dove allocare i risparmi disponibili oppure se e come affrontare investimenti rilevanti. Le ultime notizie di questi giorni, con qualche spiraglio di ripresa economica e di ripresa delle assunzioni lasciano ben sperare per il futuro dell’Italia. Ma nella Chiesa, chiamata a gestire un patrimonio economico frutto della generosità dei fedeli delle generazioni precedenti, occorre sempre una grande prudenza unita alla lungimiranza del ‘buon padre di famiglia’”.

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