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Cortile dei Gentili: Catania, esposta al pubblico la Bibbia di Pietro Cavallini

Monsignor Dionisio Candido, docente presso lo Studio teologico San Paolo di Catania, intervenendo al “Cortile dei gentili” ha offerto, oggi, alcune considerazioni sul tema della luce in ambito biblico. “Che ruolo ha la luce nella Bibbia?”, si è chiesto, osservando che la parola “è inserita 122 volte nell’Antico Testamento, e 73 nel Nuovo, per non parlare dei verbi collegati alla luce e delle metafore luminose”. La luce è variamente utilizzata nei testi biblici, soprattutto per indicare “il contrasto fra il bene e il male, o fra la libertà e schiavitù”, fino all’ultima pagina del libro dell’Apocalisse, in cui “diventa metafora della salvezza operata da Dio”. È toccato a Pierluigi Leone De Castris, docente presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, descrivere gli aspetti artistici della luce, soffermandosi in particolare sui codici miniati medievali, in occasione dell’eccezionale esposizione al pubblico della Bibbia di Pietro Cavallini. Custodito nelle Biblioteche riunite “Civica e Ursino Recupero” di Catania, il capolavoro miniato del XII-XIV secolo è consultabile adesso su supporto multimediale nella versione digitalizzata realizzata dall’Istituto per i Beni archeologici e monumentali Cnr. Grazie all’altissima risoluzione delle immagini acquisite con lo scanner, l’opera può finalmente essere consultata e apprezzata in tutti i suoi dettagli da studiosi e da semplici curiosi, per ammirarne l’apparato decorativo, l’esaltazione del colore, l’alternanza di luce e ombra.

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