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Cardinale Ravasi: Cortile dei Gentili a Catania, “tutte le grandi religioni hanno al proprio interno il simbolismo luminoso”

Seconda giornata di riflessioni per il “Cortile dei Gentili” – in corso al monastero dei Benedettini di Catania – dedicato al tema della luce. Dopo i saluti dell’arcivescovo metropolita di Catania, monsignor Salvatore Gristina, i lavori hanno visto gli interventi del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, di monsignor Dionisio Candido, docente presso lo Studio teologico San Paolo di Catania, e di Pierluigi Leone De Castris, ordinario di Storia dell’arte moderna presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, moderati dal direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania, Giancarlo Magnano San Lio. “Tutte le grandi religioni hanno al proprio interno il simbolismo luminoso, perchè attraverso la luce esprimono le due componenti essenziali del concetto di divinità: trascendenza e immanenza”, ha detto il cardinale Ravasi, ricordando che all’inizio delle Sacre Scritture si trovano due verbi dalla notevole dimensione metaforica: “ascoltare” e “vedere”. In tutta la Bibbia è presente un “contrappunto armonico” fra queste due azioni, espresso significativamente nel libro di Giobbe, che al culmine della sua esperienza di autentico credente arriva a dire, rivolgendosi a Dio: “Io ti conoscevo per sentito dire, ora i miei occhi ti vedono”. “Il mio augurio – ha concluso il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura – è che queste riflessioni sul tema della luce ci aiutino a suscitare un po’ di sana inquietudine, sull’esempio di ciò che, nel Faust, Goethe fa dire ad Ariel: ‘Quale tumulto porta con sé la luce!’”.

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