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Ambiente: mons. Longoni (Cei), il Papa chiede “azioni concrete”. Unire “micro e macro”

Dopo la Laudato si’ e il Convegno di Firenze, “ci sentiamo impegnati dalle parole del Papa affinché il suo magistero diventi azione”. Lo ha detto monsignor Fabiano Longoni, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, concludendo i lavori del seminario di studio “Laudato si’: quale cura della casa comune? Dalla realtà all’azione”, promosso oggi a Roma dal suo Ufficio. Proponendo alcuni spunti emersi dalla giornata, Longoni ha detto: “Occorre passare dalla teoria alla realtà, il Papa a Firenze ha detto non solo di promuovere luoghi di discussione anche con ambienti laici, ma soprattutto di realizzare azioni concrete”. Di qui l’auspicio che “ogni diocesi possa tradurre questo impegno nella propria realtà”. Per quanto riguarda il concetto di casa comune, Longoni ha spiegato che “l’aggettivo ‘comune’ deriva da ‘munus’, che significa dono e debito. Casa comune come dono ricevuto da Dio e che dobbiamo restituire integro come ‘debito’, dovere”. E ancora: occorre dire “stop” al “si può fare” perché “non tutto ciò che à fattibile è lecito, esiste un limite etico da porsi”. Ecologia integrale e bene comune: “La nostra azione personale in questa realtà è importante quanto la firma dei nostri capi di Stati al protocollo di Parigi. Occorre unire il micro con il macro”. “Non si può contrapporre diritto all’ambiente a diritto al lavoro”, l’ultimo spunto sottolineato dal direttore dell’Ufficio Cei richiamando i casi di Taranto e di Marghera: “è necessario creare opportunità per tutti nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile”. Al termine dell’incontro Pierluigi Malavasi (Università cattolica del Sacro cuore, Brescia) ha consegnato i diplomi del master di Alta scuola per l’ambiente, avviato dall’Ateneo.

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