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Papa Francesco: sintesi udienza, l’esilio dei migranti e la “consolazione” di Dio

L’esilio e la consolazione: sono le due parole al centro dell’udienza di oggi, in cui il Papa ha raccontato ai 25mila fedeli presenti in piazza San Pietro il “libro della consolazione” di Geremia: il profeta “si rivolge agli israeliti che sono stati deportati in terra straniera e preannuncia il loro ritorno in patria”. “Quanti nostri fratelli stanno vivendo in questo tempo una reale e drammatica situazione di esilio, lontani dalla loro patria, con negli occhi ancora le macerie delle loro case, nel cuore la paura e spesso, purtroppo, il dolore per la perdita di persone care”, ha esclamato Francesco. Il riferimento è al dramma dei profughi: “Quando cercano di entrare in un’altra parte, gli chiudono la porta. E sono lì, al confine, perché tante porte e tanti cuori sono chiusi. I migranti di oggi che soffrono, che soffrono all’aria, senza cibo, e non possono entrare. Non sentono l’accoglienza”. “A me piace tanto sentire quando vedo le nazioni i governanti che aprono il cuore e aprono le porte”, l’affermazione di Francesco che è suonata come un appello indiretto alla politica. Durante l’udienza, il Papa ha citato anche l’Albania e la sua capacità di rialzarsi dopo “persecuzione e distruzione” e ha rivolto un saluto speciale ai giovani di Cracovia, a quattro mesi dalla Giornata mondiale della gioventù.

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