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Benessere: Bruni (Lumsa), “non guardare solo al reddito ma parlare con le persone”

I Paesi del Nord Europa si confermano ai primi posti nel Rapporto sulla felicità, presentato oggi a Roma all’interno della Conferenza internazionale sulla felicità. Secondo Luigino Bruni, docente di economia dell’Università Lumsa, che ha curato un capitolo dello stesso Rapporto, la spiegazione sta nel “come è stato costruito l’indicatore di felicità, per cui questi Paesi hanno molte caratteristiche che vanno nella direzione giusta, come ad esempio la cura dell’ambiente o i servizi pubblici efficienti”. “Sorprende – ha aggiunto l’economista, a margine della Conferenza – notare che nel Rapporto, i Paesi sudamericani come il Brasile e il Costa Rica abbiano lo stesso livello di felicità degli Stati Uniti, mentre l’Italia sia 30 posizioni dopo la Germania”. “Questi dati – ha commentato – ci dicono che la felicità è molto più difficile da definire di quello che possiamo credere. Quello che sicuramente va fatto è non guardare solo ai redditi pro capite nei Paesi ma parlare con le persone e vedere come si percepiscono”. Questo, secondo il professore della Lumsa non significa che la politica non debba più considerare il Pil: “Avrei paura – ha concluso – di un governo che dà più peso all’aumento della felicità piuttosto che alla ricchezza legata al lavoro nel Paese ma dobbiamo tornare ad ascoltare la genete perché abbiamo troppi pochi dati”.

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