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Adozioni internazionali: 27 enti autorizzati e 33 associazioni familiari scrivono a Renzi

Una lettera al premier Matteo Renzi e a tutti i ministri del governo con l’obiettivo di ottenere “un confronto costruttivo sul ruolo degli enti autorizzati nel ‘sistema-Italia’”. A scriverla sono proprio i 27 enti autorizzati per le adozioni internazionali (che in Italia ne realizzano il 60% e sviluppano l’80% dei progetti di cooperazione nei Paesi d’origine dei minori adottati) e le 33 associazioni familiari che danno voce a 60mila famiglie, dopo un incontro a Milano. La lettera, spiegano, nasce dall’ “estrema preoccupazione” per quel “ ‘sistema-Italia’, faticosamente costruito negli anni, riconosciuto e apprezzato dalla comunità internazionale” ormai entrato in una crisi “che sembra non avere fine, mentre meriterebbe qualità ed efficienza”. Tra i punti evidenziati nel documento, l’esclusione degli enti autorizzati come soggetti operanti e interlocutori delle istituzioni dei Paesi di provenienza dei bambini “in piena collaborazione con la nostra autorità centrale come in passato”;  l’assenza di collaborazione “anche solo consultiva”; il “mancato esame delle istanze di autorizzazione per operare in nuovi Paesi”; il ritardo del rimborso di progetti di cooperazione nei Paesi esteri, già realizzati e finanziati dagli enti;  la mancata pubblicazione dei rapporti statistici sulle adozioni internazionali realizzate nel 2014 e nel 2015; le difficoltà delle famiglie nel comunicare con la Commissione adozioni internazionali (Cai),  la mancata riflessione sui criteri di designazione dei rappresentanti delle associazioni familiari quali componenti della stessa. Gli estensori della lettera sottolineano inoltre la necessità di un confronto costruttivo sul ruolo degli enti autorizzati nel “sistema-Italia”, considerata anche la presenza di un servizio pubblico per le adozioni internazionali, ad oggi operativo in cinque regioni, “al fine di creare sinergie”.  Da qui la richiesta al governo di un intervento risolutorela possibilità di un “incontro urgente nella speranza e convinzione di una risposta indifferibile e decisiva”.

 

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