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Scuole paritarie: Agesc, “sostenere la petizione pubblica di Fism contro i tagli della Regione Sicilia”

“La Regione Sicilia nega il diritto dei genitori di scegliere liberamente per i loro figli un’educazione conveniente, integrale e aperta ai più autentici valori umani e cristiani. Essi pagano due volte le tasse: una volta allo Stato e una volta alle scuole paritarie con la retta scolastica”. Lo afferma Maurizio Nobile, presidente regionale dell’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche). “In Sicilia sono 450 le scuole dell’infanzia frequentate da 25mila bambini. In esse trovano occupazione, tra docenti e non docenti, 3mila persone. Le scuole paritarie cattoliche – ricorda Nobile – fanno risparmiare allo Stato 6,5 milioni di euro all’anno. Se queste scuole dovessero chiudere, ingenti sarebbero le ricadute sulla Regione siciliana, in quanto Stato, Regione e Comuni, non sarebbero in grado di accogliere questi bambini, sia per mancanza di strutture che di risorse economiche”. Ma, sottolinea, “il Parlamento siciliano sembra voler perseguire un disegno finalizzato alla scomparsa di queste scuole pregiudicando la pluralità dell’offerta formativa e della libera scelta educativa dei genitori, disattendendo da anni le risoluzioni del Parlamento europeo che invitano i Paesi membri dell’Unione europea (tra questi l’Italia) a sostenere il pluralismo delle istituzioni educative”. Per questo l’Agesc chiede, con la petizione pubblica avviata dalla Fism con l’appoggio dell’Agesc stessa e di Fidae, Cnos, Age, Forum regionale delle associazioni familiari, “il ripristino del ‘Buono scuola’ e dei fondi di finanziamento per queste scuole”.
“Una minima parte, certamente, l’ha fatta la legge sulla ‘Buona scuola’ di Renzi, con la detraibilità fiscale di 400 euro che, ovviamente, non basteranno (una goccia nell’oceano)”. Ma, conclude, “è necessario avviare un processo culturale per raggiungere la parità scolastica; bisogna formare i nostri politici perché l’ignoranza e i pregiudizi sono dilaganti”.

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