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Vescovi Calabria: “lavoro”, “corruzione” e “‘ndrangheta”, tre ambiti d’impegno

“La questione del lavoro, la corruzione politica, la piaga della ‘ndrangheta”. Questi sono i tre ambiti sui quali i vescovi calabresi chiedono un impegno particolare. Lo fanno in una lettera pastorale, dal titolo “Dio vi aspetta a braccia aperte”, scritta in occasione del VI centenario della nascita di san Francesco di Paola e diffusa questa mattina. “Questi tre ambiti – spiegano – metteranno alla prova la verità della nostra volontà di rinnovamento di vita e di adesione al Vangelo, che farà ripartire con certezza la nostra Regione su basi di una speranza raggiungibile e realizzabile”. Per i presuli la mancanza di lavoro è una “piaga”. La corruzione, poi, è “una delle componenti del mancato sviluppo della Regione”: “Dobbiamo reagire con fermezza e coraggio. Abituiamoci a non premiare con il nostro voto politico o amministrativo chi ha mal governato o ha dato prova di corruzione nella gestione della cosa pubblica”.
E ancora la “piaga” della ‘ndrangheta: “Anche per gli uomini e le donne di ‘ndrangheta esiste un progetto di misericordia da parte di Dio e della Chiesa”, evidenziano i presuli, sottolineando che la misericordia “non può essere banalizzata e ridotta a gesti meramente devozionali, che non costano nulla: attraversamento della porta santa e bacio del Crocifisso, processioni e forme devozionali”. C’è bisogno di questo ma anche del “cambiamento radicale di vita, della richiesta di perdono e della giusta riparazione. E non bisogna avere paura di fare tutto questo”.
Oggi occorre combattere “ogni forma di violenza contro l’ambiente, ogni abuso edilizio, ogni abuso agricolo e tecnico. Non si sciupi l’acqua potabile, il grande dono di natura che ancora possediamo. Non si avveleni il sottosuolo con versamenti criminali di rifiuti, anzi si agisca per il riuso, il riciclo, la riqualificazione di ogni tipo di rifiuto”, è l’appello mentre chiedono ai politici di impostare “un serio e articolato programma di sviluppo economico e sociale, creando lavoro per i nostri giovani, nel rispetto del bene comune, contro ogni forma di clientelismo”.
“Esortiamo – concludono – chi ha responsabilità educativa, anche nella Chiesa, a intensificare gli sforzi, perché formando ragazzi e giovani ai valori e agli ideali alti e nobili e trasmettendo amore alla cultura e al bello di ogni tipo, possiamo sperare di avere domani cittadini più maturi e legati maggiormente alla nostra terra e alle sue ricchezze”.

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