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Vatileaks 2: Vallejo Balda, “ho passato alcuni documenti ai giornalisti”

“Ho passato alcuni documenti ai giornalisti”. A confermarlo è stato monsignor Lucio Vallejo Balda, ritornato in carcere dopo la revoca degli arresti domiciliari per scongiurare il pericolo di inquinamento delle prove. Oggi al processo “Vatileaks 2” è stato il giorno del suo interrogatorio, “molto lungo, durato tre ore e non ancora concluso”, è stato riferito durante il briefing di questa sera in Sala Stampa vaticana. Vallejo ha confermato l’interrogatorio, le dichiarazioni e il memorandum resi a suo tempo, precisando a proposito di quest’ultimo: “Non l’ho scritto io, ma mi hanno aiutato”. Il procuratore di giustizia Gian Piero Milano, sottolineato il fatto che nella Prefettura degli Affari economici, a detta dei testimoni, si era costituita una sorta di “commissione ombra” o “commissione segreta allo scopo di raccogliere documenti al di fuori del mandato”, e che erano sorti “contrasti” in Prefettura a motivo della consuetudine di Vallejo di “prelevare documenti dall’archivio senza fare richiesta scritta o lasciare una certificazione dei documenti prelevati” – accuse queste tutte respinte dall’imputato -, ha chiesto a Vallejo se mai avesse consegnato documenti ai giornalisti: “Sì, ho passato alcuni documenti”, la sua risposta. In particolare, Vallejo ha detto di aver consegnato a Nuzzi un’ottantina di pagine di documenti tramite cinque password, ma di aver avuto subito “l’impressione chiara che Nuzzi avesse già queste pagine”, ha riferito il portavoce vaticano: “Leggendo il libro di Nuzzi, Vallejo ha detto infatti di aver trovato dei documenti citati con versioni non aggiornate”. Nell’interrogatorio di oggi ha trovato molto spazio, inoltre, la questione dei rapporti tra Vallejo e Francesca Immacolata Chaouqui: “Ho avuto la certezza morale che dietro la Chaouqui ci fossero interessi non perfettamente legittimi, e ho capito di stare in una situazione senza uscita. Dietro la Chaouqui c’era un mondo pericoloso”. Vallejo ha anche riferito di aver avuto un incontro, nel marzo 2015, con il Papa, nel quale Francesco gli avrebbe confermato la sua fiducia spingendolo ad andare avanti. Nel luglio 2015, Vallejo ha inviato una lettera alla Segreteria di Stato in cui diceva di avere “problemi molto seri”, perché “molte cose stavano crollando”.

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