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Povertà: audizione Svimez, “anche formazione e istruzione tra i bisogni primari da garantire “

“Nell’ambito dell’enfasi posta dal disegno di legge delega” sulla “natura di inclusione attiva, e non assistenziale, del sostegno economico della misura nazionale di contrasto alla povertà”, appare “di particolare importanza” la specifica considerazione “tra i bisogni primari da garantire, nel quadro di un contratto di inserimento sociale con i beneficiari, vi siano anche quelli di formazione e di istruzione, oggi penalizzate nel Sud da standard di servizio meno elevati (scuola secondaria) o da una gestione calante della spesa nel settore della formazione terziaria (Università e dintorni)”. Così l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (Svimez) durante le audizioni odierne alla Camera dei deputati nell’ambito del ddl Delega recante norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali. La Svimez individua un elemento “problematico” nel Piano per la lotta alla povertà costituito “dalla mancata previsione di un progressivo incremento dei finanziamenti, che renda disponibile prima della fine del decennio un ammontare di risorse in grado di raggiungere la totalità, o almeno la maggior parte, dei 4,1 milioni di persone che in Italia attualmente verranno in condizioni di povertà assoluta; ammontare valutabile, nel caso del Reis (Reddito di inclusione sociale) proposto dall’Alleanza contro la povertà, in circa 7 miliardi di lire (circa 8,3 miliardi secondo le valutazioni Svimez riferite al 2013)”. Per questo, spiega l’associazione, “gli 1,5 miliardi previsti dal Governo arriverebbero a coprire intorno al 30% delle persone povere (tra 1 e 3 milioni)”.

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