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Diocesi: mons. Piemontese (Terni-Narni-Amelia) alle acciaierie, “non siamo su sponde contrapposte”

“Gesù non è venuto per condannare, ma per sanare i malati e salvare i peccatori, cioè tutti noi, proprio noi che siamo qui, senza distinzioni: vescovo, dirigenti, impiegati, maestranze, assistenti, uomini e donne”. Lo ha detto monsignor Giuseppe Piemontese, vescovo di Terni-Narni-Amelia, celebrando ieri la Messa in preparazione alla Pasqua presso Acciai Speciali Terni di viale Brin (officina meccanica della Società delle Fucine), per i lavoratori dell’Ast e i loro familiari, alla presenza dell’amministratore delegato Lucia Morselli, del prefetto Angela Pagliuca, del sindaco Leopoldo Di Girolamo, delle autorità militari, della dirigenza aziendale, dei rappresentanti dei sindacati del cappellano della fabbrica don Marcello Giorgi. “Gesù è venuto per salvare anche tutti i protagonisti di questa azienda, che non sono su sponde contrapposte, ma tutti sullo stesso binario a spingere insieme il carrello della odierna colata, nella direzione del comune successo e del benessere di tutti”, ha affermato il presule rivolgendosi ai presenti: “Gesù, che ha lavorato con mani d’uomo, che ha conosciuto e patito le sofferenze e le preoccupazioni comuni ad ogni lavoratore, dia compimento alle vostre speranze e ai vostri progetti di vita personale, sociale e cristiana”. “Le relazioni industriali possono produrre risultati positivi se da fatto burocratico si sbilanciano sul versante delle relazioni umane e personali, impastate di rispetto e dialogo”, ha ammonito monsignor Piemontese: “Agli inflessibili funzionari interessano i programmi per raggiungere risultati. E tuttavia ciò non basta. Non dimentichiamo che il comune apporto di persone, riconosciute e rispettate nella dignità e nei propri ruoli, rende umano il nostro lavoro, vicine le posizioni differenti, il più ampio possibile il benessere comune”.

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