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Cardinale Bagnasco: “raccapricciante” il “delitto per curiosità”

“Come società siamo talmente accecati di fronte ai segni della decomposizione culturale da continuare a mettere energie, tempo, risorse in tutt’altro?”. È la domanda provocatoria che fa da sfondo alla parte finale della prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, che aprendo il Consiglio permanente dei vescovi italiani in corso a Genova ha menzionato “l’ennesimo segno del profondo disagio educativo che serpeggia e miete vittime: il recente, raccapricciante delitto perpetrato per curiosità – non dunque per una qualche causa passionale, economica, antagonista, pur assurda e inammissibile – ma per curiosità, per vederne l’effetto!”. “Emerge un inquietante, assoluto vuoto interiore, una disperata noia di vivere che esige un insaziabile bisogno di sensazioni forti, per cui la tortura e il delitto sono pensati, voluti e vissuti per se stessi”, la denuncia del presidente della Cei: “Siamo preoccupati che non si sia aperto un serio, corale dibattito pubblico; che si continui a mostrare colpevole superficialità o vile rassegnazione di fronte alla cultura dello ‘sballo’ con droghe, alcool, azzardo, fino al disprezzo totale della vita propria e altrui”. “È certamente necessario chiedersi quale mondo lasceremo ai nostri giovani, ma è altrettanto urgente chiederci quali uomini lasceremo al nostro mondo!”, ha esclamato il cardinale: “Quale tipo di educazione la società offre alle giovani generazioni? In questione ci sono loro ma anche, e molto, noi adulti. Non solo la famiglia e la scuola, ma la società intera: quali valori, quali ideali, quali capacità di raziocinio, di governo delle proprie emozioni, quale idea di libertà e di amore, quale valore delle regole e della legalità stiamo presentando?”. Non è mancato un appello per il “sostegno strutturale alle scuole paritarie”, sulla scia dell’“esempio virtuoso” di altri Paesi europei.

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