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Giubileo: “La Porta Aperta” (“Avvenire”), a Cassano all’Jonio suor Caterina veste le spose che non possono permettersi l’abito

Gli abiti da sposa, da damigella, da cerimonia, sono sistemati nei locali del santuario Madonna della Catena, a Cassano all’Jonio, dove vive suor Caterina Croci, Sorella minore della Parola, eremita e presidente dell’associazione “Stellarium-Bottega delle stelle” che offre la possibilità d’un vestito di nozze a chi non può permetterselo. È una delle esperienze che viene raccontata nell’ultimo numero de “La Porta Aperta”, il supplemento mensile di “Avvenire” per il Giubileo, in uscita domani. Anche un abito da sposa, si racconta, è in linea con la terza opera di misericordia corporale che ci chiede di “vestire gli ignudi”. Suor Caterina ne è convinta e lo vede come “il simbolo dell’amore tra una donna e un uomo. E poi è bello, come è bello il nostro Signore che non è solo sofferenze o privazioni. Anzi”. Al fianco della suora francescana opera un gruppo di laici che realizza manufatti d’ogni genere, poi messi a disposizione di chi ha bisogno. Le porte della casa canonica sono aperte alle spose che sognano il giorno più bello della loro vita ma non possono, o magari non vogliono, cedere alle leggi dell’esagerato business che ruota attorno ai matrimoni. Grazie all’associazione possono scegliere un vestito tra quelli offerti gratis da donne che lo hanno donato o solo prestato alla religiosa.

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