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Bene comune: Giubilo (Fondazione Italiana Europa Popolare), “ripartire dalla rappresentanza per uscire dalla crisi delle istituzioni”

“Non basta tentare di affidarsi unicamente alla competenza, chi è chiamato ad amministrare deve essere giudicato su idee e programmi che dimostrino il perseguimento del bene comune e la tutela di ciò che è vivo nella società, cioè i corpi intermedi. Questi sono rappresentati dalla famiglia che è anche il motore della piccola impresa, dalle comunità di lavoro che si sostengono con la finanza di prossimità, cioè con le banche di territorio, e dal terzo settore fondato sul volontariato e la gratuità”. Lo ha detto Pietro Giubilo, vice presidente della Fondazione italiana europa popolare, intervenendo oggi a Roma alla Conferenza nazionale del Movimento cristiano dei lavoratori. In particolare il rappresentante della Fondazione ha sottolineato l’esigenza di superare la crisi delle istituzioni uscendo dal paradigma del leaderismo attraverso la ricostruzione della rappresentanza. “Chi saprà difendere questa realtà – ha affermato – avrà la forza per rappresentare nelle istituzioni e soprattutto negli enti locali la società italiana e aiutarne lo sviluppo. La Fondazione affianca il Movimento nell’impegno tradizionale svolto per porre la questione degli enti locali al centro del dibattito politico. Non è solo il tradizionale impegno dei cristiani in politica a valorizzare queste realtà istituzionali ma è la storia del nostro Paese che ha dimostrato nei secoli come il senso civico e la cultura locale abbiano prodotto un modello di democrazia di grande partecipazione, aiutando ad affermare il primato del nostro Paese”, ha concluso.

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