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Tre anni con Papa Francesco: padre Lombardi, “per lui l’incontro concreto fra le persone è fondamentale”

“Una delle parole di papa Francesco che mi sono suonate nuove e che ho messo un certo tempo a capire, è stata quella della ‘cultura dell’incontro’. Poi ho compreso che per lui l’incontro concreto fra le persone è fondamentale”. Lo rivela padre Federico Lombardi, portavoce vaticano e direttore della Sala Stampa della Santa Sede, scrivendo su Famiglia Cristiana a tre anni dall’elezione di papa Francesco. Una “cultura dell’incontro”, la sua, che prevede “incontro con Dio, incontro personale con Gesù Cristo anzitutto, ma anche incontro con i suoi collaboratori, con i leader religiosi, con i responsabili dei popoli, fino all’incontro con singole persone alla ricerca di una parola di conforto e di vicinanza”, come dimostrano, ad esempio, le tante telefonate. E “gli incontri di papa Francesco – aggiunge – sono una delle vie maestre della presenza dinamica della Chiesa anche a livello ecumenico, interreligioso e internazionale. Basti pensare agli ormai molteplici incontri del Papa con il patriarca ecumenico Bartolomeo, al recentissimo incontro con il patriarca di Mosca Kirill, o alla nuova linea di rapporti ecumenici con il mondo evangelico pentecostale rappresentato, ad esempio, dal suo amico pastore Traettino di Caserta, o alla annunciata partecipazione alle celebrazioni del 500° della Riforma a Lund, in Svezia… Alla nota amicizia con il rabbino Abraham Skorka e il musulmano Omar Abboud e al triplice abbraccio davanti al Muro del Pianto: un segno nuovo e fortissimo!”.
Infine, “a livello internazionale, il clamoroso riavvicinamento di Cuba e Stati Uniti è stato certo almeno in parte propiziato dal carisma di Francesco e dal suo impulso nella direzione della riconciliazione fra i popoli. L’evidente e più volte affermato desiderio di giungere a un incontro anche con la Cina potrà diventare alla fine realtà? Certamente Francesco – conclude p. Lombardi – non fa mistero del fatto che spinge in questa direzione. Egli crede nella forza degli incontri prima ancora che nei tavoli delle trattative. Così egli serve personalmente il dialogo e la pace”.

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