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Riforma costituzionale: Balduzzi (Univ.Cattolica), “chiedersi se gli strumenti proposti rispondano agli obiettivi”

“Le motivazioni a sostegno della riforma sono la riduzione della conflittualità, ossia del contenzioso costituzionale sulle competenze; la correzione dei difetti della riforma del 2011; il conferimento di una maggiore capacità decisionale; il contenimento dei costi delle istituzioni (anche se l’obiettivo, più che il contenimento delle spese, dovrebbe essere il buon funzionamento delle istituzioni)”. Renato Balduzzi, ordinario di diritto costituzionale all’Università Cattolica di Milano, interviene al seminario di studio “I chiaroscuri della riforma costituzionale”, in corso a Roma per iniziativa dell’Istituto Vittorio Bachelet dell’Azione Cattolica italiana, e si chiede: “Gli strumenti utilizzati rispondono a queste finalità? Non lo so”. Tra i diversi punti trattati dal costituzionalista, la “questione contenzioso”. “Sulle materie concorrenti – osserva -, salvo su una che la Corte costituzionale non considera più concorrente da tempo, ossia la finanza pubblica, c’è ancora contenzioso che comunque aumenterà. Non è possibile far sparire la concorrenza da un ordinamento multilivello”. “Non puoi ‘vendere’ – aggiunge con una battuta – che hai soppresso le concorrenti perché non è così”. Per Balduzzi, “istruzione, salute e assistenza sociale sono ciò che interessa veramente agli italiani. La prima è fortemente ‘statale’, la seconda demandata alle Regioni, l’ultima ai Comuni. Tre modelli diversi, ma trattati nella riforma Boschi allo stesso modo”.

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