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Regno Unito: primate anglicano Welby critica la politica migratoria nazionale. “Sentirsi sicuri dell’identità cristiana”

Il primate anglicano Justin Welby usa toni critici nei confronti della politica sull’immigrazione del governo britannico. Secondo l’arcivescovo, infatti, Londra non accoglie un numero sufficiente di rifugiati. Welby definisce oggi “a un punto critico” la crisi alle frontiere del sud Europa e la ritiene “aggravata” dalla “mancanza di una politica comune europea nella quale il Regno Unito deve fare la sua parte”. L’arcivescovo loda invece, sulle pagine del settimanale del Parlamento britannico, il lavoro “straordinario” della Gran Bretagna nei campi di accoglienza dei rifugiati fuori dal territorio nazionale, ma si chiede “perché lo stesso sforzo non possa essere fatto qui, in patria”. “Non possiamo far finta che la questione non ci riguardi”, dice il capo della Chiesa di Inghilterra: “Dobbiamo prenderci la nostra fetta di carico”. L’arcivescovo Welby conclude l’intervista al settimanale di Westminster con un appello a favore della “tradizione giudaico-cristiana” contro la secolarizzazione come unico baluardo contro l’avanzata del fondamentalismo dello Stato Islamico. “In una società veramente tollerante”, dice l’arcivescovo, “la fede non dovrebbe venire considerata come una minaccia né l’identità come un gioco in cui diversi gruppi negano i loro valori per non offendere gli altri”. “Dobbiamo sentirci sicuri della nostra identità cristiana sia che siamo credenti sia che non lo siamo anche se, dentro questa sicurezza, deve esserci ospitalità. L’idea che si possa separare la vita religiosa da quella secolare è un’illusione”.

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