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Austria: appello dei vescovi, “più risorse per accoglienza migranti”. Su 90mila rifugiati, 41mila seguiti da enti ecclesiali

Se è necessaria a livello globale “una maggiore giustizia economica”, nei Paesi ricchi “occorre una maggiore disponibilità a condividere”, scrivono i vescovi austriaci in un articolato comunicato che oggi sintetizza le conclusioni della loro assemblea plenaria a Linz (7-10 marzo). Tema di fondo: migrazioni e rifugiati; assunto di partenza: “I motivi che spingono alla fuga e alla migrazione vanno affrontati con la solidarietà”; la denuncia: “Per gli aiuti di emergenza e la cooperazione allo sviluppo c’è bisogno di più risorse, che in Austria e in moltissimi altri Stati sono molto inferiori a quanto previsto dagli accordi internazionali”. Dei 90mila rifugiati accolti nel Paese nel 2015, circa 41mila sono stati accompagnati in vario modo dalle istituzioni ecclesiali. Ora si apre la fase dell’integrazione, “che si gioca nella reciprocità” tra chi accoglie e chi invece deve accettare i valori sociali e “rispettare le leggi del Paese in cui è accolto, collaborando al bene comune”. Lo Stato deve “creare le condizioni perché ciò possa avvenire”. Quanto al tema della persecuzione dei cristiani i vescovi, che hanno ricordato “il brutale assassinio delle quattro suore in Yemen”, denunciano “l’incomprensibile silenzio” dell’Austria e della maggioranza delle nazioni occidentali di fronte alla “più vasta persecuzione dei cristiani che si sia mai verificata nella storia”. A Linz è stato presentato anche il resoconto del lavoro della Commissione per la protezione delle vittime degli abusi sessuali.

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