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Cile: Santiago, l’allarme della Chiesa per il sovraffollamento delle carceri

Il sovraffollamento delle carceri cilene impedisce il successo di percorsi di umanizzazione e reinserimento dei detenuti nella società. La denuncia arriva da Santiago del Cile. In occasione della festa della donna, il vescovo ausiliare della capitale cilena, monsignor Jorge Concha Cayuqueo, ha visitato il carcere femminile di San Joaquín. Monsignor Concha ha incontrato circa sessanta detenute, ha celebrato la messa e ha condiviso con loro il pranzo. Infine, ha visitato i laboratori dove le donne operano attraverso lavori di reinserimento. Il carcere di Santiago accoglie il 45% delle prigioniere di tutto il Cile: sono più di 1.400 in un carcere che può accogliere solo 850 persone. Ha spiegato il vescovo: “L’accompagnamento psicologico e formativo, che punta alla qualità di vita della persona, è fondamentale per il reinserimento. Noi puntiamo, come Chiesa di Santiago, a rigenerare prima di tutto dal di dentro queste persone, in modo che prendano coscienza di volersi riabilitare”. Per quanto riguarda la situazione delle carceri, ha chiarito monsignor Concha: “È una cosa complessa, che ha a che fare con le poche risorse. Ma non c’è dubbio che il sovraffollamento impedisce che si raggiunga l’obiettivo del reinserimento e della riabilitazione. Su questo punto come società siamo in debito”. “Quello che la Chiesa fa è fondamentale per noi – ha risposto una detenuta -. Crede davvero nel nostro reinserimento sociale”.

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