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Utero in affitto: Griffini (Aibi), “sfregio all’umano” e “ingiustificabile neocolonialismo”

“Uno sfregio all’umano, un’inaccettabile forma di schiavitù imposta alle donne, una sorta di ingiustificabile neocolonialismo che sfrutta la povertà e il bisogno”. Non usa giri di parole Marco Griffini, presidente dell’associazione Aibi – Amici dei bambini, commentando la pratica dell’utero in affitto al centro delle cronache di questi giorni. “Dire che siamo amareggiati – prosegue – è poco: se nell’adozione internazionale una coppia comperasse un bambino, non solo dovrebbe restituirlo immediatamente, ma verrebbe messa in galera insieme a che glielo ha venduto, all’ente autorizzato e al giudice. Invece c’è chi cerca di giustificare questi gesti come atti d’amore e addirittura chi assicura, come ho sentito ieri, che la donna che ha portato in sé il bambino per nove mesi e lo ha partorito fa parte della propria famiglia. Un tentativo di legittimazione che mi indigna ulteriormente, da respingere in maniera assoluta”. Per Griffini, la pratica della maternità surrogata costituisce “una nuova forma di prostituzione”. Oggi, afferma, “dalla Nigeria non arrivano solo prostituite ma anche donne inviate in occidente per fornire il proprio utero in affitto. Si è sviluppato un mercato di dimensioni colossali. L’unica cosa da fare, insisto, è restituire questi bambini alle madri e aiutarle e tenerli con sé”.

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