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Utero in affitto: Fagioli (Toscana Oggi), “Pratica abominevole. Cattivo servizio dei media”

“L’utero in affitto è una pratica abominevole, che va decisamente contro natura”. Non usa mezzi termini Andrea Fagioli, direttore di Toscana Oggi (settimanale cattolico regionale), parlando della maternità surrogata, al centro delle cronache di questi giorni. “La questione – sottolinea – riguarda la maternità o la paternità biologica e la maternità di fatto, eppure nel dibattito di questi giorni sembra che non si sia mai fatto un riferimento esplicito a quello che può succedere in una madre che porta in grembo una creatura per nove mesi, l’alimenta e condivide di fatto vita e sentimenti con quella creatura attraverso il cordone ombelicale, ma la deve cedere dopo il parto a chi l’ha acquistata”. Non solo: “Resta il dubbio di come si possa rivendicare una paternità che di fatto non esiste, come nel caso di Vendola, per essere espliciti”. Inoltre, “c’è il problema della fecondazione che avviene in provetta, con una madre che offre gli ovociti e una surrogata”. Secondo Fagioli, “è una pratica che va proibita nel nostro Paese: non si può accettare che italiani ricorrano all’estero all’utero in affitto. Servono leggi molto severe. Per questo, la stepchild adoption preoccupa: si apre un varco, che poi si allarga”.

Occhi puntati “anche sulla nuova legge sulle adozioni, una realtà bellissima, ma molto complessa, che si tende invece a semplificare e banalizzare”. C’è un ulteriore aspetto: “I costi molto alti della pratica dell’utero in affitto: possono arrivare anche ad alcune centinaia di migliaia di euro; quindi, la pratica rimane una soluzione per ricchi, che ‘usano’ le donne più povere dei Paesi poveri, che lo fanno per necessità”. Fagioli punta il dito anche verso i media: “C’è stato un cattivo servizio da parte dei media, perché non hanno parlato della questione nella sua complessità, ma hanno edulcorato gli aspetti negativi che esistono, facendoli passare per positivi: hanno intervistato madri surrogate che dicono di donare la vita agli altri”. Anche rispetto alle unioni civili, per Fagioli, “è mancata una riflessione seria: sia la politica sia tanta parte della stampa ha ridotto tutto ad uno scontro partitico, ma su una legge di coscienza non si poteva mettere la fiducia, riducendo tutto a una conta numerica”.

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