Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Sud Sudan: Medici con l’Africa-Cuamm, “sfollati a rischio fame e violenze tra clan”

In Sud Sudan gli sfollati nella contea di Mundri East rischiano la fame e tra i clan nella contea di Cueibet non cessano gli scontri e la violenza: è l’ennesimo allarme lanciato oggi da Medici con l’Africa Cuamm, che lavora in quelle zone. “Il vescovo protestante di Lui – la cittadina della contea di Mundri East  – si è detto molto preoccupato dalla situazione a Mundri e a Lui. Non ci sono aiuti, la gente ha paura e manca il cibo. Solo il Cuamm è rimasto in questa zona – riferisce Fabio Manenti, responsabile del settore progetti di Medici con l’Africa Cuamm – ma da solo non basta a far fronte alla crisi umanitaria. Intanto i nostri volontari continuano il loro lavoro, incontrando sempre più bambini con una prevalenza di malnutrizione severa da far rabbrividire”. Vito Sgro, pediatra di Roma, impegnato a Cueibet, nello Stato dei Laghi,  racconta: “Ieri alle cinque del pomeriggio hanno cominciato ad arrivare di nuovo i gunshot, gli ‘sparati’. Prima uno, poi due, poi tre… insieme a loro la solita coorte di accompagnatori che forza gli striminziti cancelli di ferro del lungo braccio che ospita il reparto adulti. Tutti lì, implacabili, inarrestabili, che gridano e che vogliono entrare a tutti i costi. Il numero dei feriti aumenta. Chi le gambe, chi le braccia, il collo, il polmone, il viso. Sempre più difficile. Tutti che urlano, lo staff stanco e nervoso fatica a fronte a questa ennesima ondata di dolore e disperazione. Arrivo a contare diciotto feriti, incredulo. Ma mi sbaglio: in un angolo, spaventato e ammutolito, c’è il più giovane di tutti, appena nove anni con entrambe le gambe attraversate da un unico proiettile. Sono quindi diciannove in tutto” . Da settembre 2015, Medici con l’Africa Cuamm è impegnata a portare assistenza sanitaria agli sfollati della guerra civile iniziata nel 2013, per la quale nelle ultime settimane si dovrebbe essere arrivati a una fragile pace tra il presidente Salva Kiir e l’ex vice presidente Riek Machar, ricostituito nella sua carica. L’intervento del Cuamm riguarda le località di Lozoh e Witto, dove sono stati stimati circa 14.000 sfollati. Dallo scorso ottobre sono state realizzate campagne di cliniche mobili per portare agli sfollati beni di prima necessità e coinvolgerli in sedute di educazione sanitaria, vaccinazioni e screening dello stato nutrizionale, in particolare dei bambini.

© Riproduzione Riservata
Mondo