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Diocesi: mons. Leuzzi (Roma) ad universitari, “impariamo a vedere la nostra vita e quella dei fratelli con gli occhi di Gesù”

“Nella storia c’è un solo fondamento, una sola roccia, che è Cristo. Paolo ce lo ha sempre ricordato: ‘chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere’. Tutti ci illudiamo di stare in piedi, di essere protagonisti, ma in realtà la storia cammina senza di noi e qualche volta la facciamo camminare contro di noi”. È quanto scrive mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma e delegato per la pastorale universitaria diocesana, nella lettera mensile agli studenti delle università romane. “Siamo nel cuore del cammino quaresimale”, ricorda il presule, per il quale “con la terza domenica dovrebbe essere più chiaro l’obiettivo”. Quello di verificare la “nostra disponibilità a ‘fondare’ la nostra vita sulla roccia, che è Cristo”. Invece “sono molti coloro che desiderano fondare la vita dei fratelli sulle loro proposte, qualche volta sulle loro persone” anche perché “l’omologazione della nostra società dipende da questo strano desiderio, quasi morboso. Se tu non sei fondatore non vali”. “Accade nella politica”, ma anche “nella Chiesa”, dove – rileva mons. Leuzzi – “sono molti coloro che vogliono essere fondatori”. “Questo atteggiamento – aggiunge – appartiene a una società che sostituisce il fondamento con l’esaltazione del proprio protagonismo, che si manifesta soprattutto nelle opere religiose e sociali”. “Ecco perché – ammonisce mons. Leuzzi – dobbiamo imparare in questa Quaresima a vedere la nostra vita e la vita dei fratelli con gli occhi di Gesù, la roccia. Solo guardando con Lui e in Lui si può vedere ciò che è più importante per noi e per gli altri”. “La nostra roccia è Cristo. Coraggio”, conclude, augurando a ogni universitario “di scoprire il grande progetto che Lui ha per te. Ti ha creato, ti ha amato, ti ha redento perché tu possa indicare a tutti che nella storia l’uomo non è abbandonato”.

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