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Ue: Rolando (Iulm), “l’Europa ha bisogno di rimettere in moto il processo identitario”. La questione delle radici cristiane

Stefano Rolando (Iulm Milano)

“L’Europa ha bisogno di rimettere in moto, con urgenza, un processo identitario”: Stefano Rolando (Università Iulm Milano) è intervenuto ieri sera alla Fondazione Ambrosianeum di Milano, nell’ambito di un ciclo di incontri sull’Europa, sul tema: “Come l’Europa comunica se stessa”. Lo studioso, docente di Politiche pubbliche per le comunicazioni e di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica, ha affrontato l’argomento della serata, inoltrandosi anche nell’attualità politica continentale. Dopo aver segnalato la distanza fra cittadini e Ue, ha sottolineato la necessità di “comunicare il brand Europa” da parte delle stesse istituzioni Ue mediante adeguati strumenti di informazione, tenuto conto del ruolo – non sempre costruttivo – che i media giocano in tale ambito. “In Italia abbiamo un modesto dibattito pubblico sull’Europa, mentre abbonda – ha affermato – molto strillonismo da talk show. Invece l’Europa”, come tutti i temi politici, “richiede conoscenza”, “approfondimento”, informazione e formazione. Da qui il compito positivo che potrebbe essere svolto da scuola, università, “da un dibattito serio” sollecitato e sostenuto anzitutto dai responsabili politici, e da altri ambienti formativi. Fra le parole-chiave indicate da Rolando per rappresentare i vari decenni di integrazione europea, a partire dal secondo dopoguerra, figurano: pace (1945-59), produzione (1960-69), Parlamento (1970-79), progetto (1980-89), persone (1990-99), più Paesi (2000-2009).

Per gli anni in corso, seguiti alla crisi economica e dinanzi all’emergenza delle migrazioni, la parola che oggi rappresenta l’Europa è, secondo Rolando, “paura”. “È un’Europa impaurita e a più velocità – ha affermato il docente –, che cerca di emergere, a fatica, dalla recessione” e dalle ondate di profughi, che dividono i Paesi aderenti Ue rispetto all’accoglienza e alla libera circolazione (Schengen). Sulle migrazioni il relatore ha aggiunto: “L’Europa ha bisogno dei migranti. Non a caso tutte le associazioni imprenditoriali” del continente “ne riconoscono la necessità” sul versante demografico, lavorativo, previdenziale. “Si tratta però di preparare l’opinione pubblica e per far questo serve appunto un serio dibattito”, che prenda origine da una comunicazione istituzionale mirata, dal mondo politico, dai media. Quindi Rolando è tornato sul nodo identitario: “Da laico ritengo che sia stato un errore trascurare la questione delle radici cristiane dell’Europa” quando, nei primi anni 2000, si voleva scrivere una Costituzione europea. “Si trattava infatti di inscrivere un elemento identitario forte, di ancorare l’Europa a qualcosa di più profondo” del mercato unico. E sul Brexit: “Il Regno Unito si ritiene ancora un global player. Discutono animatamente se restare o meno nell’Ue, ma ho la sensazione che, come sempre, gli inglesi gridino ma non vogliano davvero uscire dall’Unione europea”.

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