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Pastorale sociale: Piquè (La Nación), “Papa Francesco cambia la geopolitica attraverso l’incontro”

“Quando è stato eletto Papa Francesco, in pochi lo conoscevano, perciò è importante avere degli scritti della sua attività precedente che esprimono la continuità con quei messaggi del suo pensiero di oggi. Il fatto stesso che abbia scelto il nome Francesco, il santo dei poveri, lo dimostra. La sua attenzione alla povertà è sempre stata una costante”. È quanto affermato ieri sera Elisabetta Piquè, corrispondente del giornale argentino “La Nación”, autrice tra l’altro della biografia “Francesco. Vita e rivoluzione”, alla presentazione del libro “Pastorale sociale”, una raccolta degli scritti e dei discorsi del Papa a cura di Marco Gallo. “Bergoglio – ha ricordato la giornalista – ha vissuto dei momenti dell’Argentina che fanno capire perché lui ora è così. Era una persona che andava fra i poveri e vedeva la realtà delle persone più in difficoltà o sfruttate. Parlava in maniera diretta così come fa oggi quando parla di immigrazione o la denuncia delle disuguaglianze sociale che è una costante della sua vita. È un Papa che sorprende sempre ma non chi lo conosce. Come ricorderete appena eletto, andò in un carcere durante la Settimana Santa. Alcuni si sorpresero ma non chi sapeva che, quando era arcivescovo di Buenos Aires, era abituato farlo. Questo libro quindi è importante per capirlo meglio, per capire il suo coraggio e il suo pensiero sulla politica”. In conclusione, la corrispondente argentina ha parlato dei recenti viaggi che il Pontefice ha effettuato in Sud America. “Questo è un Papa – ha commentato – che sta cambiando la geopolitica attraverso l’incontro. Se pensiamo come è riuscito ad avvicinare gli Stati Uniti e Cuba dopo anni di incomunicabilità. Ora andrà in Messico, dove c’è il problema del narcotraffico e della migrazione verso il nord America e, per la prima volta, andrà alla frontiera sud con il Chapas. Inoltre, l’incontro con il patriarca Kirill sarà la conferma dei principi che l’unità è superiore al conflitto, il tempo è superiore allo spazio, la realtà è superiore all’idea. Quest’ultimo principio è essenziale per vedere questo Papa come uomo d’azione in un mondo immerso in quella che lui chiama terza guerra mondiale”.

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