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Pastorale sociale: padre Fares (La Civiltà Cattolica), “la più grande intuizione di Papa Francesco è il dialogo fra Vangelo e cultura”

“L’apertura della Chiesa ai poveri, prevista dal Concilio Vaticano II, Bergoglio l’ha bene in mente. I poveri sono infatti una ricchezza per noi”. Lo ha detto padre Diego Fares, scrittore de “La Civiltà Cattolica”, durante la presentazione avvenuta ieri sera a Roma del libro “Pastorale sociale”, una rassegna di testi e omelie di Papa Francesco lungo 40 anni di ministero, prima come provinciale gesuita, poi come arcivescovo di Buenos Aires e, infine, come Pontefice. Il volume, a cura di Marco Gallo, edito dalla Jaca Book, mette in luce l’azione di Francesco di mettere al centro delle sue riflessioni i poveri, la dignità umana raggiunta attraverso il lavoro e la politica come strumento per raggiungere il bene comune. Fra i relatori della presentazione, in particolare padre Fares ha parlato dei suoi ricordi in Argentina come allievo del provinciale dei gesuiti negli anni ‘70, in piena dittatura dei colonnelli, Jorge Bergoglio. “L’intuizione centrale che ha avuto Bergoglio – ha spiegato Fares – è la cultura come cuore dei popoli… Il dialogo, secondo lui, fra Vangelo e cultura è il più fecondo”. Infine, padre Fares ha chiesto: “Come è possibile che dopo 40 anni un uomo dica sempre le stesse cose? Che gli stessi messaggi invece d’indebolirsi si rafforzino? È grazie alla forza dello Spirito”.

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