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Sant’Egidio: oggi a Roma celebrazione per i 48 anni della Comunità. Presiede mons. Zuppi

Compie 48 anni la Comunità di Sant’Egidio. L’anniversario verrà ricordato questa sera (4 febbraio) alle 18.30 a Roma, con una celebrazione a San Giovanni in Laterano presieduta da monsignor Matteo Zuppi, da pochi mesi arcivescovo di Bologna. Con l’occasione, la Comunità ripercorre in una nota i fronti del suo impegno, a partire dai corridoi umanitari aperti grazie a un accordo tra Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e Tavola valdese, da una parte, e i ministeri dell’Interno e degli Esteri, dall’altra. È di oggi l’arrivo a Fiumicino, con questo sistema, dei primi profughi siriani: la famiglia Al Hourani. E “grazie a questo progetto ecumenico, mille altri profughi, attualmente nei campi del Libano, del Marocco e dell’Etiopia, raggiungeranno nei prossimi mesi l’Italia in piena sicurezza, senza affrontare i ‘viaggi della morte’ nel Mediterraneo”. Poi, il lavoro per la pace. “Anche negli ultimi mesi – sottolinea la Sant’Egidio – abbiamo cercato d’impegnarci per giungere alla fine di alcuni conflitti, soprattutto in Africa. Fra tutti i Paesi di questo continente, uno in particolare, il Centrafrica, dove papa Francesco ha aperto la prima porta santa del Giubileo della Misericordia, è nel cuore della nostra Comunità, che ha favorito l’incontro fra le parti e il recente processo elettorale con l’obiettivo di giungere a una pacificazione di tutto il territorio”. Ancora, il programma Dream per “la prevenzione e la cura di 270.000 malati di Aids, portata avanti in dieci Pesi africani” e Dream 2.0 per “curare altre gravi patologie ottenendo standard sanitari del Nord del mondo per i malati già presi in cura per l’Hiv, concentrandosi in particolare sulle donne, vero fulcro delle società africane”; il programma Bravo (Birth Registration for All Versus Oblivion) per la registrazione anagrafica di milioni di bambini in Africa (nella consapevolezza che la registrazione dei neonati all’anagrafe “offre protezione e mette al riparo dalle diverse minacce di sfruttamento in atto: senza di essa, i minori rischiano di diventare bambini soldato, vittime di schiavitù, di abusi sessuali, di matrimoni precoci e di lavoro minorile”). Senza dimenticare “la solidarietà quotidiana, scelta che risale all’inizio della Comunità”, “l’impegno per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti”, le iniziative “per ricostruire le reti sociali e contrastare l’isolamento che crea e acuisce il disagio e la povertà”. Da ultimo, la preghiera, che, “insieme ai Poveri e alla Pace, una delle tre ‘P’ che ha indicato papa Francesco per definire lo spirito che riassume Sant’Egidio”, “a partire dalla preghiera quotidiana di ogni sera, alle 20.30, nella basilica di Santa Maria in Trastevere”.

 

 

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