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Previsioni economiche: Moscovici, “Disoccupazione cala lentamente”. Bene Irlanda e Polonia. Italia cresce all’1,4%

Bruxelles, 4 febbraio: Pierre Moscovici presenta le Previsioni economiche (foto Sir/CE)

(Bruxelles) Pierre Moscovici, commissario Ue agli affari economici, scende nel dettaglio delle previsioni per i prossimi mesi. “La disoccupazione continua a diminuire” in quasi tutti i Paesi Ue e tale “miglioramento è sostenuto dall’aumento della crescita” economica e produttiva. L’occupazione aumenta soprattutto – spiega il commissario – nei Paesi “che hanno riformato il mercato del lavoro di recente” e cita Spagna, Portogallo, Cipro e Irlanda. Segnali positivi, “anche se non ancora sufficienti, intravvede sul versante degli investimenti. Ma ciò che preoccupa maggiormente la Commissione europea è il “deterioramento del clima economico mondiale”, ovvero il rallentamento dei Paesi emergenti, con in testa la Cina, le incertezze del quadro politico generale, il pericolo di un freno agli scambi internazionali. Tornando all’Ue, la “crescita è diversa in base alle differenze nazionali” che riguardano, fra l’altro, “l’handicap del debito pubblico” (problema che interessa, fra gli altri, Italia, Belgio, Grecia), fattori ciclici locali, il diverso impatto del costo dell’energia (in base alla “bolletta energetica nazionale”), il “grado di apertura internazionale delle singole economie”.

Sulle performance del Pil, Moscovici sottolinea il record dell’Irlanda, che cresce al 4,5% annuo, e – sempre in positivo – fa poi riferimento alla Polonia (3,5%), alla Spagna (2,8%). Bene anche Regno Unito e Paesi Bassi, sopra al 2%. Più modesta, ma costante, la crescita in Germania, con l’1,8%. L’Italia è all’1,4% (“il Pil cresce soprattutto per la domanda interna”), la Francia all’1,3%. Anche Cipro esce dalla crisi (Pil e occupazione in netta risalita), mentre la Grecia segnala dati negativi, “benché meno negativi del previsto” anche per il 2016. Prevede che il Brexit possa danneggiare l’economia britannica? Moscovici risponde: “Seguiamo e monitoriamo costantemente la situazione” inglese, ma “non vediamo alcun rischio di deterioramento. Il Brexit non è un rischio contemplato. Lavoriamo affinché il Regno Unito rimanga nell’Ue e si senta a suo agio in una Ue riformata”.

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