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Francia: in calo e in invecchiamento i donatori. Una campagna per “conquistare” i giovani dai 30 ai 35 anni

“Se la nostra porta è aperta, è anche grazie a voi”. Con questo “slogan” scelto dalla diocesi di Parigi sono cominciate le campagne di promozione in tutte le diocesi del Paese per la “Colletta” della Chiesa di Francia che serve a finanziare i sacerdoti e i salari dei laici impegnati nelle strutture ecclesiali. È praticamente il mezzo più importante con cui la Chiesa francese riesce a sovvenzionare le sue attività  alla luce della legge sulla separazione della Chiesa e dello Stato del 1905. Alla Colletta si aggiungono ovviamente altre voci come le offerte, le donazioni, le entrate varie dagli immobili. Ma la colletta costituisce la parte più importante dei bilanci in questi tutte le diocesi del Paese. La Chiesa di Francia, negli ultimi anni, si è però dovuta confrontare con un progressivo invecchiamento dei suoi “donatori” che hanno raggiunto un’età media di 70 anni e il loro numero inesorabilmente diminuisce: 1,2 milioni nel 2014 contro 1,5 milioni di dieci anni fa.

La cifra è stata comunicata ieri dalla Conferenza episcopale nel corso di una conferenza stampa di lancio della campagna e di bilancio sulle donazioni. Questo “calo” e questo invecchiamento dei donatori hanno spinto i vescovi francesi a lanciare  un “piano di azione” triennale a ci sta lavorando un gruppo presieduto dal vescovo di St Dié  composto da esperti di economia e di comunicazione. Nella prima fase del piano, è stato realizzata un’indagine che ha coinvolto in modo particolare i giovani dai 30 ai 35 anni. Dal questionario emerge che i giovani conoscono molto poco che cosa è la “colletta”, che le loro donazioni vengono date anche ad ong ed altre organizzazioni ma soprattutto chiedono una grande trasparenza ed una maggiore informazione sull’utilizzo “esatto” e la destinazione  del denaro raccolto. A frenare la generosità dei donatori è la “rappresentazione legata al Vaticano” (ricchezza, beni immobiliari, ecc); la “concorrenza” di altri enti ed organizzazione ma anche il distacco verso alcune “prese di posizione” della Chiesa. C’è stato poi – è stato sottolineato in conferenza stampa – un cambio di tipo “generazionale” nell’approccio al “dono” non più visto come un obbligo. “Siamo passati – ha detto Vincent Neymon, direttore della comunicazione della Cef – ha una generazione dell’appartenenza che dava per abitudine, ad una generazione dell’adesione”. Un grande aiuto arriva da Papa Francesco che anche qui in Francia gode di grande popolarità, anche tra i più giovani. Non è dunque un caso se la regione ecclesiale di Rennes ha scelto come “testimonial” della sua campagna papa Francesco.

La Colletta frutta alla Chiesa francese 250 milioni di Euro l’anno e nel 2014 ha fatto registrare un aumento dello 0,41%. Nel 2015 l’aumento – secondo le prime previsioni – dovrebbe aggirarsi sullo 0,7% in quanto la donazione media passa da 203 euro a 208.

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