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Scuole paritarie: don Velludo (Treviso), dalle istituzioni “clamoroso ritardo nell’erogazione” dei contributi

“A fronte del servizio pubblico dell’istruzione che abbiamo garantito ed erogato, le istituzioni hanno tradito un patto con noi e sono in clamoroso ritardo nell’erogazione dei miseri contributi promessi”. Nello specifico, “la Regione Veneto, a fronte di tanti proclami e promesse, ad oggi, non solo non ha ancora erogato i soldi relativi agli anni scolastici 2013/2014 e 2014/2015 sia dei nidi sia delle scuole dell’infanzia, ma da aprile 2015 sta trattenendo ben 25 milioni di euro che il Miur le aveva dato perché attraverso di lei transitassero alle nostre scuole”. Lo denuncia don Carlo Velludo, presidente della Scuola dell’infanzia Provera – Asilo “I Cuccioli” di Treviso, parlando a nome dei gestori delle 19 scuole dell’infanzia paritarie d’ispirazione cristiana della città. Il sacerdote – che oggi ha tenuto una conferenza stampa per denunciare i ritardi nell’erogazione dei fondi – ricorda che “offriamo il servizio pubblico dell’istruzione a 1.458 bambini (3-6 anni) che le scuole pubbliche gestite dallo Stato presenti nel territorio cittadino non sarebbero in grado di accogliere”; inoltre, “sette delle nostre scuole gestiscono anche un nido, offrendo servizi alla prima infanzia a 175 bambini in età non scolare (0-3 anni)”. “Se a Treviso le nostre 19 scuole dell’infanzia chiudessero – ipotizza don Velludo – lo Stato risparmierebbe 728.757 euro, la Regione Veneto risparmierebbe 330.676,53 euro e il Comune di Treviso risparmierebbe 900mila euro”, per un totale di 1.959.433,53 euro, “ma qualcuno dovrebbe poi cercare ben 8.065.656 euro annui, per sostenere la spesa della sola gestione ordinaria, senza contare l’impegno di spesa per pagare la costruzione di 19 edifici scolastici e la loro continua manutenzione”. Insomma, le scuole paritarie dell’infanzia trevigiane, a suo avviso, portano alle casse pubbliche un risparmio di 6.106.222,47 euro. Eppure “l’elemosina” che dovrebbe arrivare tarda nonostante “proclami e promesse”. Dunque, ecco il “cahier de doléances”. “Contestiamo all’Italia di non aver ottemperato la risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 1984 e le successive risoluzioni, circa la libertà d’insegnamento in Europa”, lamenta il sacerdote; mentre “alla Regione Veneto, oltre a non aver ancora ottemperato ai pagamenti di cui sopra, contestiamo di aver sempre invocato il ‘Patto di stabilità’ come unica causa della mancata erogazione dei contributi, mentre è frutto di una precisa scelta politica che il Consiglio regionale non ha mai voluto fare e cioè la richiesta dell’autonomia”. Infine, al Comune di Treviso don Velludo contesta “l’ambivalenza” adottata e “la drastica riduzione del contributo avvenuta in questi anni”, passato da 941.780,88 euro nel 2014 a 750mila euro nel 2016.

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