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Papa Francesco: udienza, giustizia di Dio “evita tribunale” e con “persuasione” si appella a coscienza colpevole

La Bibbia, “come strada maestra da percorrere”, ci presenta “un altro modo di fare giustizia”. Lo ha spiegato il Papa, precisando durante l’udienza di oggi che “si tratta di un procedimento che evita il ricorso al tribunale e prevede che la vittima si rivolga direttamente al colpevole per invitarlo alla conversione, aiutandolo a capire che sta facendo il male, appellandosi alla sua coscienza”. “In questo modo, finalmente ravveduto e riconoscendo il proprio torto, egli può aprirsi al perdono che la parte lesa gli sta offrendo”, ha detto il Papa: “E questo è bello, la persuasione: e così il peccatore si apre al perdono che gli viene offerto”, ha commentato a braccio. “È questo il modo di risolvere i contrasti all’interno delle famiglie, nelle relazioni tra sposi o tra genitori e figli, dove l’offeso ama il colpevole e desidera salvare la relazione che lo lega all’altro”, ha spiegato.  “Certo, questo è un cammino difficile”, ha ammesso il Papa: “Richiede che chi ha subìto il torto sia pronto a perdonare e desideri la salvezza e il bene di chi lo ha offeso. Ma solo così la giustizia può trionfare, perché, se il colpevole riconosce il male fatto e smette di farlo, ecco che il male non c’è più, e colui che era ingiusto diventa giusto, perché perdonato e aiutato a ritrovare la via del bene”.

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