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Monsignor Galantino: denunciare cattivo uso soldi “perché l’azione della Chiesa non venga sporcata”

“Il cattivo uso che solo qualcuno, nella Chiesa, fa” dei soldi “non giustifica le generalizzazioni strumentali e il rifiuto pregiudiziale di prendere atto di tutto quello che la Chiesa, attraverso le sue strutture e la sua presenza, restituisce in termini di risposte all’intera collettività, e in particolare alle fasce più deboli e indifese”. Lo dichiara, in un’intervista a “La Stampa”, il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, ricordando che le “risorse provenienti dalla destinazione volontaria dell’8 per mille” arrivano alla Chiesa cattolica “da parte di fedeli che ne apprezzano la presenza e il servizio svolto a favore di tutti, credenti e non credenti”. “Quanto a quelli che vengono presentati come scandali e che, in alcuni casi, tali sono”, Galantino manifesta il “desiderio che gli abusi vengano denunziati perché l’azione della Chiesa non venga sporcata da comportamenti inaccettabili”.

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