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Santa Sede: monsignor Zimowski, “rompere cortina di silenzio”, a novembre convegno in Vaticano

“Rompere quella cortina di silenzio o di esclusività che rischia in molti casi di nascondere un problema che, invece, attiene all’intera società”. È l’invito rivolto da monsignor Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, nel messaggio scritto in occasione della IX Giornata mondiale delle malattie rare, che si celebra oggi, sul tema: “Al centro la voce del paziente. Unitevi a noi per far sentire la voce delle malattie rare”. Secondo il presidente del dicastero pontificio, si tratta di “rendere queste persone sempre più protagoniste, dotate dei necessari punti di riferimento” e di “sensibilizzare le autorità competenti, gli operatori sanitari, i ricercatori, l’industria farmaceutica e chiunque abbia un sincero interesse per le malattie rare”, al fine di “dare voce a un problema che non può essere disatteso dalle diverse istanze civili, scientifiche e pastorali”. Coloro che soffrono di tali malattie, infatti, non devono essere “abbandonati e isolati”, anche se “affetti da malattie la cui incidenza è minima o rara sul piano numerico”. “In questo impegno si sente coinvolta anche la Chiesa, continuamente spronata da Papa Francesco a crescere e camminare nella solidarietà”, ha assicurato Zimowski a proposito della prospettiva dell'”inclusione”. “Quasi a conclusione del Giubileo”, ha annunciato il presule, il Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari organizza una Conferenza internazionale, dal 10 al 12 novembre, “nel segno della prossimità solidale con le persone affette da patologie rare, così come nei confronti di quelle popolazioni povere e vulnerabili segnate da malattie neglette, che solitamente vivono in zone rurali tra le più remote del mondo”.

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