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Diocesi: mons. Oliva (Locri – Gerace), “sconfiggere la burocrazia che uccide la speranza”

Nella Locride “il nemico numero uno da sconfiggere” è, “insieme alla ‘ndrangheta, la burocrazia”. È quanto scrive il vescovo di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva, in una lettera agli amministratori locali e alle forze sociali e politiche della diocesi. Dopo aver espresso solidarietà a “molti di voi”, “destinatari di attentati e di inqualificabili gesti di violenza”, il vescovo esprime “disappunto” e si chiede perché “tante opere finanziabili che porterebbero grandi benefici per la nostra terra non vengono realizzate?”. “È vero – dice il presule – la burocrazia uccide. Uccide la speranza dei giovani ed il futuro di una terra già troppo provata. Ma dietro la burocrazia c’è l’uomo, che nel suo individualismo si lascia prendere solo dai suoi piccoli interessi e dal suo grande disimpegno per le cose comuni”. Mons. Oliva parla del de-finanziamento del Progetto Locride: “Tanti si chiedono: che fine hanno fatto quei progetti che prevedevano un finanziamento di oltre 7 milioni di euro, per 16 comuni della Locride, finalizzati alla formazione dei giovani attraverso lo sport ed i centri di aggregazione giovanile?”.

Per mons. Oliva “serve un serio esame di coscienza. Anzitutto a me come vescovo, se non testimonio la purezza e la coerenza di una fede che non ammette intrallazzi e sotterfugi, corruzione e disimpegno di fronte ai problemi della povera gente, se non invito ad una fede vissuta con coerenza e impegno per il bene comune e la partecipazione civile. A te politico, se non stai tra la gente e non ne cogli le istanze e non ti adoperi alla loro soluzione con impegno e tanta competenza”. Fare politica “in questo territorio” è una “vocazione difficile ed impegnativa”, e “ai danni prodotti dalla mafia è facile aggiungere quelli provocati da un’amministrazione delle risorse pubbliche, passiva ed indolente, che non crea sviluppo e lavoro”.

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