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Diocesi: mons. Boccardo (Spoleto), “tutti siamo chiamati a servire, a donare la vita nella fedeltà alle cose quotidiane”

“Giorno di festa per la nostra archidiocesi e, in particolare, per la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Spoleto: uno dei suoi figli, infatti, sta per ricevere l’ordine del diaconato”. Con queste parole l’arcivescovo ha avviato, il 27 febbraio presso il Santuario della Madonna di Loreto a Spoleto, la celebrazione eucaristica nella quale ha ordinato diacono permanente Alfio Tagliavento. Nato a Giano dell’Umbria 78 anni fa, è sposato e ha due figlie. Nell’omelia l’arcivescovo, commentando la prima lettura della III Domenica di Quaresima (il racconto dell’Esodo in cui Dio si manifesta a Mosè nel roveto ardente) ha evidenziato la caratteristica dialogante di Dio che, rivelandosi, dice all’uomo “io sono davanti a te e ti voglio bene. Siamo noi – ha proseguito mons. Boccardo – che attraverso la mormorazione chiudiamo il nostro cuore e siamo freddi nei confronti di Dio. Nonostante ciò, però, lui continua dialogare con noi, addirittura manda suo figlio Gesù per fare da ponte con lui. Dio non si pente mai di aver scelto l’uomo e lo lascia libero anche quando quest’ultimo sembra trovare altrove la felicità. E quando torna Dio gli dice: ti aspettavo! Come non essere riconoscenti allora a questa attenzione di Dio per l’uomo. Quando, poi, ci dona un suo nuovo ministro, questa sera nella persona di Alfio, è tutta la storia della salvezza che si ripete. L’ordinazione diaconale di questo nostro fratello, dunque, ci ricorda che tutti siamo chiamati a servire, a donare la vita nella fedeltà nelle cose quotidiane, a fare il bene. Rendiamo grazie a Dio per la dedizione di Alfio al servizio della Chiesa. Questa ordinazione – ha concluso l’arcivescovo – non è un premio alla fedeltà, ma un ridire dinanzi alla comunità cristiana che il Signore ancora si serve dei suoi figli per farsi presente in mezzo a noi”.

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