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YoungCaritas: in Trentino Alto-Adige “A testa in giù”, per “guardare il mondo con gli occhi degli altri”

Si intitola “A testa in giù” l’iniziativa di youngCaritas che in Trentino Alto-Adige intende aiutare a “guardare il mondo con gli occhi degli altri” e che coinvolge tre città, sette laboratori, una “biblioteca vivente” e oltre 500 ragazzi. A Bolzano oggi circa 200 ragazzi, altri 300 tra Merano e Bressanone, hanno messo in discussione i loro modelli di consumo e di comportamento, “per sradicare i pregiudizi e gli stereotipi e muovere attivamente dei piccoli passi per la costruzione di un mondo più unito e solidale”. “Ognuno di noi può essere protagonista, e incidere con le sue scelte positivamente o negativamente sulla vita degli altri”, ha sottolineato la collaboratrice di youngCaritas, Sabrina Eberhöfer. Le tre giornate dell’iniziativa interattiva e di sensibilizzazione “A testa in giù” sono organizzate da youngCaritas e Oew. Oggi è toccato al capoluogo, Bolzano, dove a casa Freinademetz ragazzi delle scuole superiori si sono messi in gioco per abbattere i pregiudizi, grazie alla partecipazione a diversi laboratori sulla cooperazione allo sviluppo, la convivenza pacifica e l’economia consapevole. “Non solo nozioni e informazioni – spiegano i promotori – ma anche incontri. Con volti, storie, esperienze di vita, per abbattere i muri che spesso ci tengono distanti dal ‘diverso’ da noi”.
È il caso della biblioteca vivente, un’iniziativa con cui i giovani hanno potuto guardare il pregiudizio in faccia. “Libri non di carta e inchiostro ma persone in carne e ossa che per motivi religiosi, etnici o sociali lottano quotidianamente contro stereotipi e luoghi comuni che li riguardano. Una ragazza con il velo, una suora, un senzatetto, un profugo, un omossessuale, per vedere la vita con gli occhi di un altro, e cambiare così i nostri occhi, il nostro sguardo sul mondo”, spiega Isabella Distefano, collaboratrice di youngCaritas. L’iniziativa “A testa in giù” non si conclude con questa giornata: venerdì 4 marzo i ragazzi di Merano potranno infatti condividere la stessa esperienza dei loro coetanei di Bolzano.

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