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Conflitto israelo-palestinese: mons. Shomali (Gerusalemme), “capi religiosi sostengano soluzione dei Due Stati”

“I leader religiosi devono incoraggiare e sostenere una soluzione imposta internazionalmente, basata sulle risoluzioni Onu, che porti alla soluzione ‘di due Stati’”. È l’appello lanciato da monsignor William Shomali, vicario patriarcale per la Palestina del Patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, nel corso della conferenza internazionale “Tra società mondiale e trasformazioni regionali: Cristiani, Chiese cristiane e religione nel Medio Oriente che cambia”, promossa dalla Conferenza episcopale di Germania, che si chiude oggi a Roma. Parlando con i giornalisti, mons. Shomali ha ricordato che “la religione è anch’essa parte del conflitto in corso tra israeliani e palestinesi, come dimostra la doppia narrativa esistente tra i due popoli. Ciò che i palestinesi chiamano Territori occupati, per gli israeliani sono Territori contesi. I palestinesi che compiono attacchi suicidi sono definiti ‘martiri’ dai giornali arabi e ‘terroristi’ da quelli israeliani. Oggi a prevalere in Terra Santa sono l’odio e l’ignoranza”. Anche il dialogo interreligioso sembra segnare il passo a causa, da una parte, del “crescente radicalismo islamico. L’Islam politico sale al potere e lascia meno spazio per la libertà religiosa”. Dall’altra parte, la situazione politica che “allunga le sue ombre sui rapporti tra israeliani e palestinesi cristiani impedendo un dialogo profondo e fruttuoso”. Tuttavia, ha concluso mons. Shomali, “il dialogo interreligioso deve diventare una parte della soluzione dei problemi. I capi religiosi incoraggino i loro fedeli alla preghiera. Nulla è impossibile a Dio. Nulla ci impedisce di sognare la riconciliazione tra arabi e israeliani e la pace per Gerusalemme”.

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