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Commissione Ue: Europa digitale, “71% delle famiglie ha accesso alla banda larga”. Ma “progressi ancora lenti”

(Bruxelles) – A proposito dei risultati dell’edizione 2016 dell’indice di digitalizzazione dell’economia e della società (Desi), illustrata oggi dalla Commissione europea, il commissario Günther H. Oettinger, responsabile per l’economia e la società digitali, ha dichiarato: “I progressi dell’Unione ci sono, ma sono troppo lenti. Non possiamo riposare sugli allori. Se vogliamo metterci al passo con Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, dobbiamo darci da fare. Sulla base dell’indice pubblicato oggi, a maggio presenteremo raccomandazioni concrete per il miglioramento della performance nazionale degli Stati membri”. Dall’indagine emerge ad esempio che “Paesi Bassi, Estonia, Germania, Malta, Austria e Portogallo sono i Paesi che crescono più in fretta” nel campo digitale. Ma nel complesso “la strada per arrivare in cima alla classifica mondiale è ancora lunga”. La Commissione rileva poi che “il 71% delle famiglie europee ha accesso alla banda larga ad alta velocità (almeno 30 Mbit/sec) rispetto al 62% dell’anno scorso”. La copertura totale con banda larga potrebbe essere raggiunta nel 2020.
Occorre inoltre un miglioramento delle competenze digitali: “Nonostante sia lievemente aumentato il numero di laureati in discipline scientifiche e tecnologiche e in matematica” nei 28 Stati aderenti, “quasi la metà degli europei (il 45%) non possiede competenze digitali di base (uso della posta elettronica, strumenti di editing o installazione di nuovi dispositivi)”. La Commissione affronterà la questione delle competenze digitali e della formazione entro la fine dell’anno nell’ambito dell’agenda europea per le competenze, che sarà varata prossimamente. Per quanto riguarda il commercio elettronico, la Commissione parla di “occasione mancata per le piccole imprese” europee. Ugualmente crescono i servizi pubblici online (ad esempio l’anagrafe comunale), ma restano per lo più sottoutilizzati dai cittadini.

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