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Bielorussia: arcivescovo Kondrusiewicz, “fedeli non possono dare testimonianza di ignoranza religiosa e spirituale”

“Nel processo di conversione è necessario discernere i fedeli che capiscono il significato del peccato e le sue conseguenze e i fedeli che non lo capiscono o ne ignorano la sua gravità, ovvero coloro che, invece di pentirsi e di pregare per il perdono di Dio, cercano di giustificare o sottovalutare la propria condizione di peccatori”, ha dichiarato mons. Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo metropolita di Minsk-Mogilev, nella sua lettera quaresimale. Il prelato critica la “doppia vita” di quei cattolici che danno una “testimonianza di ignoranza religiosa e spirituale”, quelli cioè che vanno a messa e, al tempo stesso, conducono una vita che non prende in considerazione i valori reali. “Spesso pensiamo che possiamo fare tutto nella nostra vita perché Dio è distante e non può vedere tutto. In realtà può. Lui è paziente e misericordioso e attraverso la Chiesa, e i segni dei tempi, continua a ricordarci le nostre azioni buone o cattive”, si legge nella lettera, che invita i fedeli ad essere vigilanti e a prestare ascolto alla voce del Signore”. Mons. Kondrusiewicz mette in guardia contro il “relativismo morale” molto diffuso nella società contemporanea. “Dobbiamo renderci conto pienamente che gli esseri umani non possono essere la misura della moralità, non possono cioè stabilire ciò che è bene e ciò che è male”, conclude la lettera pastorale, sottolineando che è Dio a stabilire la più alta legge morale, che noi dovremmo prendere come guida sicura nella nostra vita di tutti i giorni.

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