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Parchi culturali ecclesiali: un’agenda operativa e il progetto pilota “Terre di Senigallia”

Per promuovere e realizzare un “parco culturale ecclesiale” sono necessari La condivisione formale del progetto da parte del vescovo della diocesi interessata e di tutti i vescovi se sono più diocesi coinvolte. È bene che la/le diocesi sia/siano presente/i attraverso i suoi/loro uffici nel gruppo promotore. Importante anche la scelta della forma giuridica dell’Ente di gestione del progetto. Queste alcune delle indicazioni pratiche fornite oggi da monsignor Mario Lusek, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale del turismo, tempo libero e sport della Cei, per avviare il progetto “parco culturale ecclesiale” che intende mettere in rete e valorizzare in modo intelligente e innovativo i beni culturali ecclesiali e i luoghi di fede legati al territorio. Al riguardo l’Ufficio ha predisposto il vademecum “Idee e linee orientative” scaricabile dal sito. Il percorso è già partito. Progetto pilota è “Terre di Senigallia”, avviato nel 2013 e presentato da Caterina Mancinelli, della cooperativa “Undicesima ora” che lo ha realizzato. Partendo dalla città balneare, “non abbiamo creato un mercato nuovo ma abbiamo bucato quello esistente”, ha spiegato Mancinelli, sottolineando che il parco punta l’attenzione sull’entroterra ricco di storia, fede e tradizioni, declinandolo nelle parole “Fede, semplicità, bellezza” e si sta ampliando in prospettiva regionale. All’interno del parco è nato anche un progetto per valorizzare la figura di santa Maria Goretti.

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