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Pakistan: Mobeen ad Acs, a 5 anni dalla morte di Bhatti cristiani ne chiedono canonizzazione. Peggiorata condizione minoranze religiose

“Dopo la morte di Shahbaz Bhatti la condizione delle minoranze religiose in Pakistan è nettamente peggiorata. Sia per il maggior numero di attacchi ai loro danni, sia per la mancanza di rappresentanza a livello federale”. Così Shahid Mobeen, docente di pensiero e religione islamici presso la Pontificia Università Lateranense e amico del ministro pachistano ucciso, descrive ad Aiuto alla Chiesa che soffre l’attuale situazione delle minoranze religiose a cinque anni dall’assassinio di Bhatti, primo e unico ministro federale per le minoranze religiose. Dopo la sua morte, avvenuta il 2 marzo 2011 per mano di fondamentalisti, il ministero è stato declassato a semplice dipartimento del ministero per gli Affari religiosi. “In questo modo né i cristiani, né gli altri non musulmani hanno alcuna rappresentanza politica”. In Pakistan, aggiunge Mobeen,  “l’esercizio di cittadinanza dei non musulmani è impedito perfino a livello legislativo”. La principale battaglia del ministro cattolico è stata contro l’abuso della cosiddetta legge antiblasfemia, “ma purtroppo i suoi assassini, forse talebani, non glielo hanno permesso”. E oggi, a cinque anni dalla sua morte, i cristiani e la Chiesa del Pakistan chiedono a gran voce l’inizio della causa di canonizzazione. Una richiesta firmata all’unanimità dalla Conferenza episcopale pachistana e giunta a Roma subito dopo l’assassinio. “La Santa Sede – assicura il docente – ha autorizzato l’apertura di un’indagine che deve essere condotta dal vescovo della diocesi nella quale è accaduto il martirio, ovvero quella di Islamabad-Rawalpindi. Purtroppo però la diocesi è sede vacante da oltre due anni”. Dall’indagine compiuta è comunque emerso un documento a firma del padre spirituale di Shahbaz Bhatti, monsignor Anthony Lobo, vescovo emerito di Islamabad-Rawalpindi. “Il presule mi ha consegnato personalmente una sua lettera in cui afferma che un paio di anni prima della sua morte Shahbaz era divenuto un laico consacrato”.

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