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Famiglia: Hadjadj, il matrimonio omosessuale è una delle “eresie dell’amore”

“Dopo il fallimento delle grandi utopie illuministe, siamo ora in un’epoca nettamente post-umanista”, dove al centro non c’è più l’uomo ma la “tecnica” o la “natura”. Lo ha detto Fabrice Hadjadj, direttore dell’Instutut Philantropos, intervenendo oggi al Congresso internazionale organizzato dal Pontificio Consiglio Cor Unum in occasione del decennale della Deus Caritas Est. “La modernità era ancora segnata dall’affermazione della verità, anche se si trattava di una verità ideologica e totalitaria, mentre la postmodernità è segnata innanzitutto dalla ricerca di soluzioni tecniche e dal culto dell’emozione”, ha spiegato il filosofo. In questo modo, “il pensiero della carità si sposta, perché oggi siamo confrontati non tanto a eresie della verità ma a eresie dell’amore”. “È in nome dell’amore e non della verità – ha stigmatizzato il filosofo – che si promuove l’aborto, l’eutanasia, il matrimonio unisex, il consumismo, il transumanesimo. L’unione della ragione tecnica e del sentimentalismo genera questo mostro: una compassione armata che pretende di fabbricare un individuo pacificato calpestando il dato naturale”. Un esempio per tutti: “In nome dell’amore del bambino, lo si priverà di un padre e di una madre per affidarlo agli esperti ingegneri che lo selezioneranno geneticamente, pedagoghi che gli permetteranno di acquisire le competenze più adatte per un miglioramento della performance”.

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