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Religione e politica: mons. Sangalli, i giovani non sono “debosciati, dipende dal tipo di offerta che facciamo loro”

“Non è vero che i giovani non vogliono sottoporsi a un percorso di formazione anche duro di disciplina per crescere e avere uno sguardo critico sul mondo. Non è vero che sono debosciati, dipende dal tipo di offerta che facciamo loro. L’aspettativa che abbiamo è quella di creare una generazione di ragazzi con la mente aperta, capace di intercettare le sfide di oggi. Abbiamo infatti la pretesa di seguire il messaggio di Benedetto XVI quando parlava di minoranze creative”. Lo ha affermato monsignor Samuele Sangalli, docente responsabile della “Scuola Sinderesi”, in occasione della presentazione del volume “Religion and Politics” realizzato dagli allievi dopo un anno di lavoro e curato dal docente. “Sinderesi non è centripeta – ha aggiunto -, l’idea è di generare persone che poi là dove andranno a vivere creeranno un’esperienza analoga facendo scelte di vita conseguenti alla scuola, sia a livello personale sia a livello civico e caritativo. Anche i nostri legami con le università e gli istituti internazionali hanno lo scopo di realizzare una rete di intelligenze giovanili appassionate di bene comune. La scuola ha preso spunto da Benedetto XVI che nei suoi discorsi, ad esempio a Westminster e Ratisbona, ha dato una prospettiva molto alta del pensiero religioso dentro la società e nell’ambito civile. Siamo nati da questi stimoli e apprezziamo molto la forma nuova con cui Francesco dà loro seguito”.

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