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Papa Francesco: sintesi udienza, “la misericordia può cambiare la storia”

La ricchezza e il potere sono “realtà buone e utili al bene comune, se vengono messe al servizio dei poveri e di tutti”, ma “quando vengono vissute come privilegio, con egoismo e prepotenza, si trasformano in strumenti di corruzione e di morte”. È l’ammonimento con il quale il Papa ha cominciato l’udienza di oggi, in cui – davanti a circa 20mila persone – ha commentato l’episodio biblico della vigna di Nabot per illustrare l’atteggiamento di quei potenti che “stanno in alto” ed esercitano il loro potere con l’arroganza e i soprusi. “Se si perde la dimensione del servizio, il potere si trasforma in arroganza”, ha ammonito Francesco: come il re Acab, anche oggi i potenti “per avere più soldi sfruttano i poveri”, e la povere gente “lavora in nero, con il minimo” per arricchirli. E poi c’è la tratta delle persone, il lavoro schiavo, i politici corrotti che vogliono sempre di più. “Che bello sarebbe se i potenti, gli sfruttatori” si pentissero come ha fatto Acab, il sogno del Papa, che come lettura quaresimale ha consigliato “Nabot”, un piccolo libro di Sant’Ambrogio sempre attuale, perché “molto concreto e molto vero”. “La misericordia può guarire le ferite e cambiare la storia”, ha concluso Francesco: Gesù è il vero re, che “non uccide, ma dà la vita”, e va incontro a tutti, soprattutto ai più deboli. “E questa è misericordia”, ha concluso il Papa a braccio.

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